Basta allarmismo col Corona Virus

Da giorni il "corona virus" è la notizia di apertura di tutti i telegiornali, scatenando un crescente panico negli ascoltatori ...ma quanto dobbiamo (davvero) preoccuparci?

Influenza

I primi giorni in cui uscì fuori la notizia del corona virus, in cui i vari esperti in campo medico cercavano di capirci un pò di più, era sicuramente comprensibile l’iniziale panico dovuto al trovarsi davanti ad una nuova malattia che poteva rapidamente diffondersi e non si sapeva ancora con sicurezza il suo livello di rischio e il modo per contrastarla.

Giornali e giornalisti inoltre sanno bene che la paura “vende bene” perché attrae l’attenzione, e più si fomenta più la paura diventa isteria.

La logica scompare ed ogni persona segue pedissequamente il telegiornale che snocciola numeri che, estrapolati dal loro contesto e senza una corretta analisi, terrorizzano chiunque!

Ma siamo davvero arrivati a questo livello di panico? Ed è giustificato?

Panico

La risposta è molto semplice: no.

Il fenomeno andrebbe notevolmente ridimensionato invece di creare continuo allarmismo, come continuano a fare giornali evidentemente poco seri con il solo scopo di vendere più copie invece di fare corretta informazione!

Perché l’allarmismo gratuito è sbagliato? Per ciò che purtroppo ha scatenato nelle persone facilmente influenzabili, ovvero un’irrazionale paura verso le persone dalla fisionomia asiatica (magari nemmeno di origine cinese), verso i ristoranti o le attività gestite da orientali o le discriminazioni, tra le più orrende, verso i bambini che magari la cina l’hanno vista solo in foto sul computer!

Significa che non esistono rischi col corona virus?

Nemmeno questa è un’asserzione corretta, ciò che va fatto è solo ridimensionare il problema riportandolo alla realtà, facciamolo prendendo dei dati oggettivi (fonte: Articolo Sole 24 Ore):

– Il corona virus si è al momento dimostrato letale nel 2% dei casi

– La normale influenza e comune influenza stagionale ha una mortalità del 0,1%

Confrontando il tasso di mortalità con altre malattie infettive constatiamo che:

– La Mers, l’epidemia del coronavirus “mediorientale”, in tutto ha registrato 2494 casi con 858 morti, con un tasso di letalità del 34,4%

– Il virus Ebola, la cui epidemia in corso in Congo è tutt’ora un’emergenza internazionale di salute pubblica dell’Oms, ha un tasso di letalità stimato intorno al 50%

starnuto

Con i numeri sopra possiamo intuire che le emergenze sono ben altre!

In Italia, oltre ad esserci subito attivati per avere tutte le tutele del caso, possiamo davvero stare sereni e continuare semplicemente a porre attenzione a dei buoni comportanti utili anche per la prevenzione della comune influenza (che erroneamente sottovalutiamo!)

Come per l’influenza, anche se questo virus può colpire chiunque (e per la cronaca non fa distinzioni di nazionalità), è chiaro che le categorie di persone più a rischio sono quelle anziane e quelle con condizioni mediche pre-esistenti, ovvero solo le categorie più deboli e più portate ad una manifestazione clinica più grave.

L’effetto protettivo del corona – virus:

In mezzo a questa situazione obiettivamente negativa c’è del positivo, ovvero la fobia ha spinto le persone ad una maggiore attenzione verso le buona abitudini (che comunque dovrebbero essere la norma) che aiutano ad evitare il contagio delle malattie come ad esempio tossire o starnutire nel gomito invece che nelle mani come spiega il Virologo Burioni nel video a seguire:

Altra abitudine importante è lavarsi sempre le mani e buttare subito dopo l’utilizzo i fazzoletti di carta monouso! In poche parole restare vigili senza scadere nel panico da psicosi!

Altro errore in cui non bisogna assolutamente cadere sono le consuete bufale, ovvero le stupidaggini che qualche “burlone” si diverte ad inventare e diffondere in rete per il solo divertimento di far discutere con rabbia le persone o farle spaventare. 

Ahimè è un fenomeno difficile da arginare e tante sono le false notizie – spacciate per vere – che ci ritroviamo condivise sui vari social network, cliccando qui ne trovate una raccolta tra quelle che si sono maggiormente diffuse (una su tutte ad esempio è il falso audio di una ragazza che dichiarava di fare l’infermiera a Roma, questione ora sotto indagini per procurato allarme).

A riguardo una buona regola è controllare sempre le fonti di una notizia e, state certi, un audio anonimo su whatsapp non è una fonte affidabile. Non fatevi contagiare dall’ignoranza!

Avete altre domande sul corona virus? Consultate la pagina domande frequenti del portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica!

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